Il Canavese

E’ un angolo incantato di natura inviolata e selvaggia, ricco di storia e di suggestioni: attraverso affascinanti itinerari si possono scoprire i numerosi laghi morenici, le verdi vallate e l’area del vigneto certificato, immersi in un’atmosfera pregna di profumi e di colori. Le Strade del Vino in Canavese coprono gran parte del territorio e possono essere percorse in automobile, ma anche in bicicletta o in moto. L’autunno è il periodo di vendemmia delle uve, pertanto rappresenta uno dei momenti più suggestivi per trascorrere qualche giorno in questi luoghi. Tuttavia anche l’inverno offre paesaggi emozionanti e la possibilità di soste presso cantine e ristoranti; la gastronomia canavesana affonda le proprie radici nelle consuetudini dell’agricoltura e dell’allevamento, con forti legami alle tradizioni contadine. Rinomate sono le produzioni delle Cantine Erbaluce di Caluso e Carema.
Attenzione particolare va dedicata anche alla gastronomia locale, nel Canavese, con i suoi piatti tipici a base di funghi, tartufi, castagne e formaggi, senza dimenticare una grande varietà di dolci. Tipica del territorio piemontese è la merenda sinoira, un pasto pomeridiano che, per l’abbondanza, tende a sostituire la cena (per questo”sinoira”).
Molto famosi sono i Torcetti di Agliè: si ha traccia dei “torchietti” (per la forma attorcigliata) già nel libro “Confetturiere Piemontese” nel 1790. Successivamente vengono descritte le ricette nel “Trattato di cucina e pasticceria moderna” del 1854 in uso nelle cucine della famiglia Reale Sabauda. Si narra che l’invenzione fu di un panettiere di Agliè, a cui, mentre impastava il pane, avanzò della pasta che decise di mescolare con burro e uova. Come si accorse che piacevano, pensò bene di ingraziosirli passandoli nello zucchero o nel miele. I torcetti si diffusero velocemente, venivano preparati nei forni comuni a legna del paese, ove un tempo tutte le famiglie portavano a cuocere il pane: generalmente venivano posti sulla bocca del forno, in attesa che questo fosse sufficientemente caldo per infornare il pane. Con il passare del tempo il prodotto subì una trasformazione e, da grosso torcetto di pane, si rimpicciolì fino alla forma attuale. La consistenza della pasta si fece più leggera e la superficie divenne lucida attraverso la pennellatura con acqua e zucchero semolato. I “torchietti” di Agliè arrivarono ben presto a deliziare i palati degli abitanti di tutta la Regione. Nel corso degli anni in Piemonte è infatti diventata un’abitudine quella di degustare questo dolce con qualsiasi bevanda e a qualsiasi orario. La Panetteria Alfonsi, di Agliè, propone i tipici torcetti preparati con la ricetta originale.